Bisogna cercare il meraviglioso sentiero pieno di luce che apre alla vita nuovi orizzonti e nuove conoscenze. In ogni angolo di questa terra c'è qualcosa di nuovo, di impalpabile, di invisibile, di nascosto, che bisogna cercare, scoprire, trovare, affinchè la vita ci appaia in tutta la sua bellezza.
E se talvolta ci sembra triste e monotona, percorrere quel sentiero ci permetterà di ritrovare la gioia di esistere, il bene nostro e quello degli altri.
E' inutile compiere lunghi viaggi, andare lontano a vedere le grandi montagne, i grandi fiumi, le grandi città del mondo, se non ci accorgiamo del filo d'erba bagnato di rugiada che cresce davanti alla porta di casa. Non c'è bisogno di andare lontano per trovare ciò che abbiamo vicino. Appena oltre l'uscio c'è ancora tutto da vedere, da sentire, da capire, purchè lo vogliamo.
Tutto il segreto è lì, nella volontà di fare della nostra esistenza la più bella e ricca avventura che ci è dato di vivere, nonostante tutto. Percorriamo soltanto una volta la strada della vita e tutto quello che possiamo fare di bello e di vero non può essere rimandato perchè da queste parti non passeremo mai più.
Da "Notte infinita" di Romano Battaglia
(15 luglio 1944) "
... Io penso che rimane sempre qualche cosa di bello, la natura lo splendore del sole, la libertà, noi stessi; è un possesso che non si perde.
Contempla queste cose e ritroverai te stesso e Dio, e riacquisterai il tuo equilibrio. Chi è felice farà felici anche gli altri, chi ha coraggio e fiducia non sarà mai sopraffatto dalla sventura! ...
... Ecco che cos'è difficile in quest'epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele.
E' molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all'intima bontà dell'uomo.
Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si tornerà a volgersi al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare! ... "
I 18 principi del XIV Dalai Lama
1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati
comportano un grande rischio.
2) Quando perdi, non perdere la lezione.
3) Segui sempre le 3 "R": Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri,
Responsabilità per le tue azioni.
4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un
meraviglioso colpo di fortuna.
5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.
6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.
7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente
qualcosa per correggerlo.
8) Trascorri un po' di tempo da solo ogni giorno.
9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da
vecchio, potrai godertela una seconda volta.
12) Un'atmosfera amorevole nella tua casa dev'essere il fondamento della
tua vita.
13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto
il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.
14) Condividi la tua conoscenza. E' un modo di raggiungere l'immortalità.
15) Sii gentile con la Terra.
16) Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.
17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto
si abbia bisogno l'uno dell'altro.
18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare
per ottenerlo.

Allora Almitra disse "Parlaci dell'Amore."
Ed egli alzò il capo e scrutò il popolo
e su di esso calò una grande quiete E con voce ferma disse:
quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume, vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni
come il soffio del vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocifigge.
E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza
i più teneri rami che fremono al sole,
così scenderà alle vostre radici e
le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi setaccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma
perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché
possiate conoscere i segreti del vostro cuore
e in questa conoscenza farvi
frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cerchereste nell’amore
unicamente la pace e il piacere,
allora meglio sarà per voi coprire
la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
nel mondo senza stagioni, dove riderete,
ma non tutto il vostro riso, e piangerete,
ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non dà nulla fuorché se stesso,
e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
poiché l’amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire:
"Ho Dio nel cuore", ma piuttosto,
"Io sono nel cuore di Dio".
E non crediate di guidare l'amore,
perché se vi ritiene degni, è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri,
i vostri desideri hanno da essere questi:
dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello
che canta la sua melodia alla notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
e sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e
rendere grazie per un altro giorno d'amore;
riposare nell’ora del meriggio
e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
e addormentarsi con una preghiera in cuore
per l’amato e una canto di lode sulle labbra.
Sull'amore - Kalhil Gibran

Dedicata a chi sta vivendo un'emergenza particolare... come successe a me con questa splendida canzone di Laura Pausini:
EMERGENZA D’AMORE
É un'emergenza d'amore
il mio bisogno di te
un desiderio cosi speciale
che assomiglia a un dolore per me.
É un'emergenza d'amore
e no, non si chiede perché
E' un canto libero, verso il mare
questo viverti dentro di me.
Sei il vino e il pane
un'esigenza naturale
sei un temporale che
porta il sole da me, dolcemente...
Mi spiazzi il cuore ed io, ti porteró
dentro le mie tasche, ovunque andrai
come una moneta, un amuleto
che tra le mie mani, cullero’.
É un'emergenza d'amore
questo volerti per me
averti addosso per non fare asciugare
dalla bocca il sapore di te
Sei il bene e il male
una battaglia un carnevale
sei la passione che
no, non ha tregua per me, dolcemente...
Mi spiazzi il cuore ed io, ti porteró
dentro le mie tasche, ovunque andrai
come una moneta, un amuleto
che tra le mie mani, stringeró
Sei la mia prigione, l'evasione dentro me
oltre la ragione
solamente io conosco cosa c'é
quell'amore che io ho per te
Io ti porterò
dentro le mie tasche, ovunque andrai
come un incantesimo segreto
per i giorni vuoti che vivrò
per inseguirti in ogni viaggio che farai,
dentro le mie tasche, ovunque andrai,
come una moneta, un amuleto
che tra le mie mani, stringerò.
Ma ci affliggono e ci disperano invece le nostre infinite possibilità, che rimangono tali perchè trascuriamo di trasformarle in atto.
E la pigrizia, o il sonno, o l'oblio, lasciano senza risposta i loro continui e disperati appelli, come le anime sulle rive di Acheronte tendono le mani ripae ulterioris amore, perchè vogliono essere trasportate sulle rive dell' immortalità. Ma troppo vecchio è Caronte, troppo piccola e sdrucita è la sua barca.
Le nostre possibilità sono troppo numerose, troppo belle per le nostre possibilità; non vi è equivalenza tra le nostre possibilità e la nostra forza o la nostra volontà di farle attuali. Noi siamo, nell'atto stesso del nostro vivere, superiori a noi stessi e inferiori a noi stessi; non vi è un' equazione tra noi e noi stessi. Nessuno troverà mai la formula di questa equazione - non siamo un equilibrio, non siamo mai la giustificazione di Noi stessi.
Andrea Emo (Il Dio Negativo)

Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce
Nel 1854 il "Grande Bianco" di Washington (il presidente degli Stati Uniti) si offri' di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una "riserva" per il popolo indiano. Ecco la risposta del "capo Seattle", considerata ancora oggi la piu' bella, la piu' profonda dichiarazione mai fatta sull'ambiente.
14 settembre 2003 - capo indiano Seattle
"Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua sotto il sole come e' che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e' sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e' sacro nel ricordo e nell'esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se' il ricordo dell'uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Quest'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e' solamente acqua, per noi e' qualcosa di immensamente significativo: e' il sangue dei nostri padri.
I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, e insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per fiumi lo stesso affetto che dimostrerete ad un fratello. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e' uguale all'altra, perche' e' come uno straniero che arriva di notte e alloggia nel posto che piu' gli conviene. La terra non e' suo fratello, anzi e' suo nemico e quando l'ha conquistata va oltre, piu' lontano.
Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera' tutta la terra e a lui non restera' che il deserto.
Non esiste un posto accessibile nelle citta' dell'uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie e i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e' perche' io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse puo' avere l'uomo a vivere senza ascoltare il rumore delle capre che succhiano l'erba o il chiacchierio delle rane, la notte, attorno ad uno stagno?
Io sono un uomo rosso e non capisco. L'indiano preferisce il dolce suono del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccia dello stagno, e preferisce l'odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L'aria e' preziosa per l'uomo rosso, giacche' tutte le cose respirano con la stessa aria: le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stesa aria. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come un uomo che impiega parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordare che l'aria per noi e' preziosa, che l'aria divide il
suo spirito con tutti quelli che fa vivere.
Il vento che ha dato il primo alito al Nostro Grande Padre e' lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se noi vi vendiamo le nostre terre voi dovrete guardarle in modo diverso, tenerle per sacre e considerarle un posto in cui anche l'uomo bianco possa andare a gustare il vento reso dolce dai fiori del prato. Considereremo l'offerta di acquistare le nostre terre.
Ma se decidiamo di accettare la proposta io porro' una condizione: l'uomo bianco dovra' rispettare le bestie che vivono su questa terra come se fossero suoi fratelli. Che cos'e' l'uomo senza le bestie?
Se tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiche' cio' che accade alle bestie prima o poi accade anche all' uomo. Tutte le cose sono legate tra loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e' fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinche' i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e' arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: la terra e' la madre di tutti
noi. Tutto cio' che di buono arriva dalla terra arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all'uomo, bensi' e' l'uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto cio' che si fa per la terra lo si fa per i suoi figli. Non e' l'uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e' soltanto un filo. Tutto cio' che egli fa alla trama lo fa a se stesso. C'e' una cosa che noi sappiamo e che forse l'uomo bianco scoprira' presto: il nostro Dio e' lo stesso vostro Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre ma non lo potete. Egli e' il Dio dell'uomo e la sua pieta' e' uguale per tutti: tanto per l'uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra per lui e' preziosa. Dov'e' finito il bosco? E' scomparso. Dov'e' finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza".
DOMANI SARAI
l'aria rimanga sgombra di fumi,
non trattenere i ricordi e le lunghe corse,
fa che tutto sia tra le tue labbra,
sulle tue guance scenda una lacrima,
che si veda che sei ancora uomo...
Ti sorprenda la notte coi suoi deja vu,
tu senta nel silenzio l'eco degli amori,
l'eco dei dolori, l'eco dei passi del tuo camminare;
fra gioie e sospiri, mostra agli amici che sanno capire
quanto profondi siano gli occhi dell'anima,
quanto di dentro sanno scrutare,
quanto di te sanno mostrare;
non lasciare che il vento cancelli,
erigi monumenti con le tue parole, coi tuoi pensieri,
fanne delle musiche e lasciale suonare,
lascia una traccia del tuo passare,
fa che ti si possa sempre ricordare...
Con dignità e gioia vivi il tuo tempo,
che la clessidra potrebbe finire,
l'onestà metti al primo posto,
sii sempre te stesso ovunque tu sia,
e sempre sarai
una luce felice,
una stella che brilla,
un sorriso, un volto,
un canto, parole,
domani sarai...

... Li ho visti attraversare l'alba di un'era,
i bambini dagli occhi di sole di un'alba mirabile...
I potenti distruttori delle barriere del mondo...
gli architetti dell'immortalità...
Corpi colmati di bellezza
dalla luce dello spirito,
che portano la parola magica, il fuoco nascosto,
che portano la coppa dionisiaca della gioia..."
La Mère
come un sogno mi ha catturata;
gemme che sbocciano, suoni evocati
portati dal vento e dalla solitudine;
profumi ed echi di viaggi lontani,
testimonianze fantastiche
materializzate nelle mani e nella mente.
Manoscritti e libri antichi diffondono
perle di saggezza;
nel camino scoppietta il fuoco e la voglia
di emozioni e di vita:
le scintille, come pensieri che si rincorrono
nella sera...







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